L'inverno lungo improvviso si estenua
nel maggio sciroccoso: una gelida
nitida favola che ci porta, al suo finire,
la morte - così come i papaveri
accendono ora una fiorita di sangue.
E le prime rose sbocciate son presso le tue mani esangui,
di zolfo e d'ulivi, lungo i morti binari,
vicino ad acque gialle di fango
che i greci dissero d'oro. E noi d'oro
diciamo la tua vita, la nostra
che ci rimane - mentre le rondini
tramano coi loro voli la sera,
questa mia triste sera che è tua.
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